Pellettizzatore

Con la decennale esperienza dei soci fondatori nel settore dei polimeri, Polycykle ha sviluppato impianti per la riqualificazione di rifiuti in particolare quelli plastici eterogenei attualmente non riciclabili.

IMPIANTI

PELLETTIZZATORE

POLYCYKLE IMPIANTI PER IL RICICLO DELLE PLASTICHE ETEROGENEE

Con la decennale esperienza dei soci fondatori nel settore dei polimeri, Polycykle ha sviluppato impianti per la riqualificazione di rifiuti in particolare quelli plastici eterogenei attualmente non riciclabili.
Sono stati quindi realizzati impianti per la trasformazione di rifiuti (a bassa temperatura e a minimo consumo energetico) in materia prima e seconda utilizzabile nell’ambito dello stampaggio e della estrusione di medi e grossi spessori come pallet, cassette, casseri per edilizia, componenti per arredo urbano, florovivaismo,
ecc…
Questi impianti permettono di riutilizzare in modo efficiente e remunerativo le plastiche miste che attualmente non hanno possibilità di essere riutilizzate, come plasmix,
fine linea di impianti di selezione, poli-accoppiati. Particolarmente importante è il successo ottenuto nel recupero del pulper di cartiera.

Problema del rifiuto plastico non riciclabile

Negli impianti di selezione che si occupano della raccolta dei rifiuti plastici, non tutto il materiale in ingresso è recuperabile, anzi una notevole Quantità spesso superiore al 20% non può essere recuperata ed è quindi destinata alla discarica e all’incenerimento con ingenti costi sia economici che ambientali

perché il rifiuto non può essere tutto riciclato

Il rifiuto che entra nei centri di selezione sia che abbia origine urbana che industriale (auto demolizioni, Pulper di cartiera ecc..) presenta una varietà di polimeri sempre maggiore, basta pensare a quanti polimeri vengono brevettati ogni giorno e spesso si ha a che fare con materiali poliaccoppiati, questo fa sì che la separazione e il recupero di questi materiali è complesso fino a diventare anti-economico, destinandoli inevitabilmente alla discarica o all’inceneritore.

Idea di Polycykle


L’idea di Polycykle è quella di non spingersi troppo oltre con la separazione ma di utilizzare la frazione non riciclabile sfruttando le caratteristiche chimico fisiche che hanno i materiali, abbiamo messo a punto una tecnologia che ci permette di recuperare integralmente questa frazione destinandola alla realizzazione di prodotti semi-lavorati o finiti con caratteristiche utili e ricercate dal mercato.può essere recuperata ed è quindi destinata alla discarica e all’incenerimento con ingenti costi sia economici che ambientali

La conoscenza del rifiuto

Il rifiuto nella prima fase deve essere analizzato cosi da identificarne la composizione media caratteristica, che normalmente abbiamo riscontrato essere sufficientemente omogenea in particolare la presenza di poliolefine e le caratteristiche degli inerti (cellulosa vetro metalli…) sono costanti anche nel rifiuto urbano riferendosi ad una determinata area geografica.

Identificazione dei prodotti

Dalla conoscenza del rifiuto è possibile identificare quali categorie di prodotti si possono creare con queste frazione. La nostra esperienza ci ha permesso di identificare che i settori migliori sono quello dello stampaggio di corpi di grosso spessore come Pallet, Vasi, Casseri da edilizia, contenitori di grandi dimensioni o la realizzazione di un semilavorato in forma di pellet cosi da poterlo realizzare tramite un processo a freddo che può essere reimpiegato sempre nel settore dello stampaggio delle materie plastiche o nel settore stradale come additivo per migliorare le caratteristiche dei conglomerati bituminosi

preparazione del rifiuto

La frazione non riciclabile costituisce il componente principale per la realizzazione dei nuovi prodotti, a questo vanno aggiunti degli additivi per esaltarne le caratteristiche chimico-fisiche che si vogliono ottenere nel prodotto finito, il caso tipico è la realizzazione di Pallet per i quali bisogna prestare particolare attenzione alle caratteristiche meccaniche in particolare il modulo elastico e la resilienza, così vengono aggiunti al rifiuto additivi polimerici e non (normalmente altri polimeri più nobili derivanti da riciclo e sostanze che permettono di compatibilizzare la matrice polimerica eterogenea presente) così da ottenere le caratteristiche desiderate

Impianto per la preparazione

Abbiamo sviluppato degli impianti che permettono di trattare i rifiuti, miscelarli con gli additivi de metallizzarli e renderli pronti per la fase di stampaggio o di realizzazione di un semi-lavorato tramite pellettizzazione. I nostri impianti permettono di additivare miscelare e de metallizzare da metalli ferrosi e non (che così possono essere recuperati) i rifiuti e tramite un sistema di controllo specifico sviluppato da noi di pellettizzare per renderlo così facilmente utilizzabile e trasportabile.

Impianto per la trasformazione

Per la realizzazione di corpi di grosso spessore tramite stampaggio abbiamo sviluppato in collaborazione con nostri partner impianti che permettono di risolvere in maniera efficiente i problemi che si hanno nello stampaggio di questi materiali eterogenei in particolare le emissione gassose dovute principalmente alla cellulosa umida quasi sempre presente (in particolare nel rifiuto di origine urbana) e alla frazione organica residua e la riduzione dei tempi di raffreddamento che si hanno quando si stampano corpi di queste dimensioni.